Viterbo. Ossigeno assume la difesa legale del giornalista querelato da ex vice sindaco
Coprirà i costi legali – Quali sono le accuse a Roberto Pomi e perché appaiono pretestuose – In 8 anni 93 assistiti dallo Sportello Legale
OSSIGENO 27 marzo 2025 – Lo Sportello Legale di Ossigeno per l’Informazione vedi ha deciso di assumere la difesa legale del giornalista Roberto Pomi, direttore responsabile del giornale online “La Fune” di Viterbo (www.lafune.eu), querelato per diffamazione a mezzo stampa da un ex amministratore comunale per un articolo di cronaca pubblicato dal suo giornale sulle vicende politiche locali. Roberto Pomi è stato convocato dal Carabinieri che gli hanno notificato un avviso di garanzia contestandogli l’omesso controllo sulla pubblicazione ritenuta offensiva. Ossigeno ha affidato la difesa all’avvocato Andrea Di Pietro, coordinatore dello Sportello.
OSSIGENO ha deciso di assumere i costi della difesa ritenendo che questa azione legale abbia carattere temerario e pretestuoso, essendo basata su contestazioni che non tengono nel dovuto conto i fatti e il diritto di cronaca e che mettono in difficoltà il direttore di un giornale dotato di modeste risorse costringendolo a sostenere spese di difesa per dimostrare la propria innocenza. A giudizio di Ossigeno che questo caso rientra fra le querele pretestuose, le azioni legali promosse per limitare la partecipazione pubblica, quelle denominate SLAPPS dall’Unione europea e ribattezzate da Ossigeno “schiaffi legali”. Episodi che meritano la solidarietà pubblica e l’intervento dello Sportello che, in otto anni, con il sostegno di Media Defence, ha aiutato a difendersi in giudizio 93 giornalisti, blogger e attivisti italiani.
L’ARTICOLO contestato dal titolo “L’inchiesta della Corte dei Conti rischi di attivare un terremoto politico. Tra gli assessori al patrimonio degli ultimi 20 anni anche i big dell’opposizione” è stato pubblicato il 18 ottobre 2024. Riferisce che la magistratura contabile sta indagando per accertare un danno erariale causato da una cattiva gestione amministrativa e fa rilevare che, in considerazione dell’arco temporale, nell’inchiesta sarebbe potuta entrare anche la querelante, in quanto era vice sindaco e assessore al Patrimonio quando era sindaco Leonardo Michelini, in carica dal 2013 al 2018. La stampa locale di Viterbo aveva dato le prime notizie dell’inchiesta della Corte dei Conti a marzo 2024, rendendo noto che si indagava su un presunto ammanco di circa 400mila euro per affitti non pagati al comune per la locazione di appartamenti e negozi.
L’ARCO TEMPORALE degli accertamenti contabili era stato reso noto dalla sindaca di Viterbo Chiara Frontini, la quale ha riferito in una seduta del consiglio comunale proprio il giorno della pubblicazione dell’articolo de “La Fune”.
Il giornale aveva perciò ricordato chi aveva amministrato il patrimonio comunale in quel periodo e perciò poteva rientrare fra i presunti responsabili, facendo notare che di conseguenza poteva riguardare sia esponenti dell’area politica che attualmente amministra il Comune, sia quelli che lo hanno amministrato in precedenza e attualmente sono all’opposizione.
Quindi l’articolo contestato fa una ricostruzione di fatti oggettivi di interesse pubblico e analizza i possibili effetti che l’inchiesta potrebbe avere sulla scena politica viterbese rispettando il dovere deontologico della continenza del linguaggio. Non usa alcun termine denigratorio nei confronti della querelante, definendola anzi in termini positivi “un big della politica locale” e una delle “due donne di grande peso che siedono oggi tra i banchi dell’opposizione ma che potrebbero giustamente ambire a futuri ritorni da protagoniste”. ASP
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